|
A Brescia il CVS, fondato da Mons. Luigi Novarese e da
Sorella Elvira Psorulla, ha le sue radici nel 1951 per opera di Don Remigio
Fusi, ora Sacerdote Silenzioso Operaio della Croce.
Allora Remigio Fusi non era Sacerdote; era un
giovane laico, che aveva dovuto lasciare il Seminario di Brescia per
motivi di salute.
Si trovava a Brescia nel Sanatorio “S. Antonino”.
Aveva sentito parlare di Mons. Novarese quand’era nel Sanatorio di
Sondalo da un Sacerdote che l’aveva incontrato a Roma. Inoltre aveva
sentito del Centro Volontari della Sofferenza dalla Radio Vaticana, che
trasmetteva “l’Ora della serenità” per gli ammalati.
Il giovane Remigio, seguendo l’itinerario della sua
malattia, si mise in contatto per corrispondenza con Mons. Novarese e si
trovò subito in sintonia con lui circa la valorizzazione della
sofferenza.
Nel 1953 c’è un documento storico che conferma la
nascita del CVS a Brescia: nientemeno che due lettere personali di Mons.
Novarese al giovane Remigio Fusi, nelle quali è tracciato il programma
dell’Associazione con le sue caratteristiche di spiritualità e il
dinamismo apostolico
.Lettera del 17 febbraio 1953:
“Carissimo, è
giunta la tua adesione… Perché non formi il tuo “gruppo d’avanguardia”?
Tu dovresti fare da capo-gruppo e, uno alla volta, conquistare dieci
ammalati, che si impegnino a vivere in grazia di Dio per mezzo di Maria
SS.ma, per essere operanti nella società. Non appena mi avrai fatto
pervenire il tuo consenso, ti faccio avere il numero d’ordine.”
Dieci giorni dopo, lo stesso Monsignore faceva
seguire un altro scritto al giovane Remigio:
“Ti mando il tuo numero di gruppo, che è il 28.
Ed ora sii missionario… Sii il missionario della Madonna…Il tuo
apostolato è prezioso come quello degli Apostoli, che sono in prima
linea…”
Così è nato a Brescia il CVS.
Le iscrizioni sono incominciate praticamente nel
Sanatorio di S. Antonino e si sono propagate poi nelle Parrocchie a cui
poteva giungere il giovane Remigio.
La prima iscritta in parrocchia e ancora vivente è
la signorina Maria Fontana di Comero. Fu anche la prima a partecipare
agli Esercizi Spirituali degli ammalati a RE nella casa “Ospizio
Barbieri”, non esistendo ancora la attuale Casa “Cuore Immacolato di
Maria”
Nel 1954 il giovane Remigio entra nella Comunità dei
Silenziosi Operai della Croce, ma continua a seguire i vari gruppi che
si moltiplicano nelle parrocchie bresciane.
Un Sacerdote bresciano, Mons. Agostino Canesi,
incominciò ad interessarsi e a seguire i vari gruppi. E’ il primo
Assistente del CVS a Brescia. Dal 1959 lo sostituisce Don Battista
Fanetti, a cui seguirono Don Remigio Fusi, Don Luigino Garosio,…
Si può dire che dal 1956 al 1967 è il periodo più
attivo dell’Associazione a Brescia, tanto da giungere ad oltre 1600
iscritti.
C’era un vero fermento associativo grazie ad alcuni
fatti di straordinaria animazione per gli ammalati bresciani.
Ebbe un ruolo primario in questa animazione un
giovane colpito da sclerosi multipla mentre era studente di medicina:
FAUSTO GEI di cui introdotta la causa di beatificazione.
Fausto conosceva Mons. Novarese dal 1956 e, non
potendo essere medico, si buttò nell’attività di aiutare i malati a
vivere serenamente la loro sofferenza. Scrisse alcuni libretti su questo
tema, ancora oggi ricercati e diffusi.
Fausto si impegnò a far conoscere e diffondere la
spiritualità e la finalità del CVS pubblicando ogni mese la “Pagina
per gli ammalati” sul settimanale diocesano: “La Voce del Popolo”.
La pubblicazione durò dal 1956 al 1967, Fu veramente
stimolo e guida al diffondersi del Centro e contribuì a far prendere
coscienza anche di problemi riguardanti l’assistenza religiosa agli
ammalati negli Ospedali e nelle Parrocchie.
Giovarono fortemente alla diffusione e all’impegno
del CVS i CONVEGNI ZONALI e la partecipazione agli ESERCIZI
SPIRITUALI a Re.
Ad alcuni di questi convegni zonali, partecipati da
varie centinaia di ammalati, furono presenti anche Mons. Novarese,
Sorella Elvira e il Servo di Dio Angiolino Bonetta.
Gli Esercizi Spirituali a Re nei primi anni di
apertura della Casa Cuore Immacolato di Maria sono frequentati fino ad
avere da Brescia ogni anno tre turni di partecipanti.
Il CVS dei primi anni ha dato ai Silenziosi Operai
della Croce varie vocazioni di Sorelle e Sacerdoti.
Inoltre, grazie a Dio, tra gli appartenenti al CVS
di Brescia, ci sono in atto due cause di beatificazione: per Angiolino
Bonetta, per Fausto Gei.
|