Le origini                       Seminatori di speranza

 

remigio

Si trovava a Brescia nel Sanatorio “S. Antonino”. Aveva sentito parlare di Mons. Novarese quand’era nel Sanatorio di Sondalo da un  Sacerdote che l’aveva incontrato a Roma. Inoltre aveva sentito del Centro Volontari della Sofferenza dalla Radio Vaticana, che trasmetteva “l’Ora della serenità” per gli ammalati.

Il giovane Remigio, seguendo l’itinerario della sua malattia, si mise in contatto per corrispondenza con Mons. Novarese e si trovò subito in sintonia con lui circa la valorizzazione della sofferenza. Nel 1953 c’è un documento storico che conferma la nascita del CVS a Brescia: nientemeno che due lettere personali di Mons. Novarese al giovane Remigio Fusi, nelle quali è tracciato il programma dell’Associazione con le sue caratteristiche di spiritualità e il dinamismo apostolico.

Lettera del 17 febbraio 1953: “Carissimo, è giunta la tua adesione… Perché non formi il tuo “gruppo d’avanguardia”? Tu dovresti fare da capo-gruppo e, uno alla volta, conquistare dieci ammalati, che si impegnino a vivere in grazia di Dio per mezzo di Maria SS.ma, per essere operanti nella società. Non appena mi avrai fatto pervenire il tuo consenso, ti faccio avere il numero d’ordine.”

Dieci giorni dopo, lo stesso Monsignore faceva seguire un altro scritto al giovane Remigio: “Ti mando il tuo numero di gruppo, che è il 28. Ed ora sii missionario… Sii il missionario della Madonna…Il tuo apostolato è prezioso  come quello degli Apostoli, che sono in prima linea…”

Così è nato a Brescia il CVS.

Le iscrizioni sono incominciate praticamente nel Sanatorio di S. Antonino e si sono propagate poi nelle Parrocchie a cui poteva giungere il giovane Remigio. La prima iscritta in parrocchia e ancora vivente è la signorina Maria Fontana di Comero. Fu anche la prima a partecipare agli Esercizi Spirituali degli ammalati a RE nella casa “Ospizio Barbieri”, non esistendo ancora la attuale Casa “Cuore Immacolato di Maria”.

Nel 1954 il giovane Remigio entra nella Comunità dei Silenziosi Operai della Croce, ma continua a seguire i vari gruppi che si moltiplicano nelle parrocchie bresciane.
Un Sacerdote bresciano, Mons. Agostino Canesi, incominciò ad interessarsi e a seguire i vari gruppi

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E’ il primo  Assistente del CVS a Brescia. Dal 1959 lo sostituisce Don Battista Fanetti, a cui seguirono Don Remigio Fusi, Don Luigino Garosio.

Si può dire che dal 1956 al 1967 è il periodo più attivo dell’Associazione a Brescia, tanto da giungere ad oltre 1600 iscritti.
C’era un vero fermento associativo grazie ad alcuni fatti di straordinaria animazione per gli ammalati bresciani.

Ebbe un ruolo primario in questa animazione un giovane colpito da sclerosi multipla mentre era studente di medicina: FAUSTO GEI di cui introdotta la causa di beatificazione.
Fausto conosceva Mons. Novarese dal 1956 e, non potendo essere medico, si buttò nell’attività di aiutare i malati a vivere serenamente la loro sofferenza.

Scrisse alcuni libretti su questo tema, ancora oggi ricercati e diffusi.
Fausto si impegnò a far conoscere e diffondere la spiritualità e la finalità del CVS pubblicando ogni mese la “Pagina per gli ammalati” sul settimanale diocesano: “La Voce del Popolo”.

La pubblicazione durò dal 1956 al 1967, Fu veramente stimolo e guida al diffondersi del Centro e contribuì a far prendere coscienza anche di problemi riguardanti l’assistenza religiosa agli ammalati negli Ospedali e nelle Parrocchie.

Giovarono fortemente alla diffusione e all’impegno del CVS i CONVEGNI ZONALI  e la partecipazione agli ESERCIZI SPIRITUALI  a Re.
Ad alcuni di questi convegni zonali, partecipati da varie centinaia di ammalati, furono presenti anche Mons. Novarese,

Sorella Elvira e il Servo di Dio Angiolino Bonetta.

Gli Esercizi Spirituali a Re nei primi anni di apertura della Casa Cuore Immacolato di Maria sono frequentati fino ad avere da Brescia ogni anno tre turni di partecipanti.
Il CVS dei primi anni ha  dato ai Silenziosi Operai della Croce  varie vocazioni di Sorelle e Sacerdoti.

Inoltre, grazie a Dio, tra gli appartenenti al CVS di Brescia, ci sono in atto due cause di beatificazione: per Angiolino Bonetta e per Fausto Gei.